Feedback!

Sul lavoro ho imparato che è fondamentale ricevere e dare feedback sul proprio e altrui operato.
I feedback sono informazioni che vengono fornite a qualcuno in merito alle sue azioni e ai suoi comportamenti, per aiutarlo/a a raggiungere i suoi obiettivi e quelli del gruppo cui appartiene. Nei contesti lavorativi se ne fa largo uso, confondendolo a volte in un “cazziatone” ma questa è un’altra storia.
Quando diamo un feedback a qualcuno, non dovremmo mai riferirci al suo carattere, alla sua personalità o alla sua vita privata; ci dobbiamo riferire solo a quei fattori comportamentali che influenzano il suo operato o quello degli altri, per offrirgli la possibilità di migliorare il futuro.

Quante volte ci prendiamo il tempo di riservare queste stesse attenzioni ai ns cuccioli?
Saranno loro gli uomini/donne del domani: ecco perchè è fondamentale gettare le basi da subito!
Ci sono normalmente due circostanze nelle quali fornire feedback:
Competenze: l’abilità di una persona di svolgere o meno i compiti specifici che le sono stati assegnati. ES. Ti sei lavato i denti? Allacciato le scarpe? Infilato il pigiama? Soffiato il naso?

Comportamenti: ciò che una persona mette in atto nello svolgimento del proprio lavoro. ES. Hai prestato i tuoi giochi? Hai discusso con i tuoi compagni? Hai prestato i colori? Hai condiviso la tua merenda?
Ogni feedback deve essere:

  •  Focalizzato sui comportamenti e non sulle attitudini
  •  Orientato agli obiettivi che devono essere raggiunti e al futuro
  •  Supportivo e continuo nel tempo
  •  Dettagliato, specifico, accurato e approfondito
  •  Fornito appena possibile rispetto al comportamento che lo ha suscitato ma privatamente

Può essere di indirizzo o di supporto.

Nel primo caso è opportuno seguire i seguenti passaggi:

  •  Descrivete i comportamenti o le competenze che ritenete vadano modificate
  •  Ascoltate la reazione del vostro destinatario; se riconosce l’esistenza del problema e se ne assume la responsabilità, andate al penultimo passo, altrimenti proseguite
  •  Chiarite al destinatario le vostre aspettative in termini di comportamenti o competenze e spiegate gli effetti negativi – anche di carattere emozionale – dei suoi comportamenti sugli altri
  •  Aiutate il vostro destinatario ad accettare l’esistenza del problema e ad assumersene la responsabilità
  •  Sviluppate insieme al destinatario un piano che lo aiuti a correggere le sue azioni
  •  Fissate con il destinatario un incontro per verificare i risultati ottenuti e ringraziatelo

Per fornire un feedback di supporto è necessario:

  •  Descrivete i comportamenti o le performance che volete supportare
  •  Spiegate al destinatario gli impatti positivi dei suoi comportamenti sulle persone o sull’organizzazione
  •  Aiutate il destinatario a godersi il merito del suo successo
  •  Incoraggiate il destinatario a riproporre gli stessi comportamenti nel futuro e ringraziatelo

Prima di dare un feedback è essenziale:

  •  Identificare i problemi comportamentali o di performance del destinatario
  •  Preparare alcuni esempi
  •  Definire i risultati desiderati
  •  Mettersi nei panni del destinatario
  •  Valutare a fondo la situazione oggetto del feedback
  •  Prendersi un tempo adeguato per incontrare il destinatario a quattr’occhi e per dargli il feedback

Quindi vi dovete chiedere:

  •  Sono considerato credibile dal destinatario?
  •  Il destinatario ha chiare le mie aspettative sui comportamenti o sulle performance in questione?
  •  Il destinatario è veramente responsabile dei comportamenti o delle performance in questione?
  •  Il destinatario è disposto a ricevere feedback da me?
  •  Ho rimandato per molto tempo il feedback?
  •  Mi sono dato un tempo sufficiente per preparare il feedback?
  • Qual è la mia relazione con il destinatario?
  •  Qual è il mio ruolo o il mio status nei confronti del destinatario?

Già arrivare qui, significa aver trascorso la giornata, mi rendo conto.
Spesso noi genitori dimentichiamo che godiamo di una certa autorevolezza a prescindere ma spesso non siamo così chiari e univoci come pensiamo di essere: inconsciamente mandiamo messaggi doppi.

Esempio su cui riflettevo nella mia esperienza recente: il vasino.

“Amore devi farla lì, però quando siamo di fretta, stiamo uscendo, sei vestita, siamo per strada, è piena notte… falla nel pannolino!”

Mi chiedo: sto davvero aiutando mia figlia verso l’autonomia o le sto facendo confusione? Certo la vita non è sempre univoca e lineare, però loro lo pretendono da noi e questo è un allenamento interessante per diventare delle persone migliori, degli specchi candidi come la neve di oggi su cui riflettersi.

Spunti per i vs feedback:

  • Non aver paura di essere severo con me. Lo preferisco. Questo mi permette di capire in cosa sono valido.
  • Sii coerente.
  • Fai solo promesse che puoi mantenere.
  • Non cedere alle mie provocazioni quando dico e faccio cose per imbarazzarti, cercherei allora di avere altre vittorie simili.
  • Non essere troppo turbato quando dico “ti odio”. Non intendo dire questo, lo faccio perche’ tu sia triste per quello che mi hai fatto.
  • Non farmi sentire piu’ piccolo di quanto non sia. Rimedierei comportandomi da più grande di quanto non sia.
  • Non fare per me le cose che posso fare da solo. Questo mi fa sentire come un “bambino” e potrei continuare a tenerti al mio servizio.
  • Non fare che le mie “cattive abitudini” guadagnino molta parte della tua attenzione. Cio’ mi incoraggia a continuare con esse.
  • Non correggermi davanti alla gente. Prestero’ molta piu’ attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr’occhi. Così non discutere sul mio comportamento nella foga di un litigio. Ovviamente il mio udito non e’ molto buono in quel momento e la mia collaborazione e’ anche peggiore. E’ giusto comportarsi come si deve, ma bisogna parlare con calma.
  • I miei errori non sono colpe. Devo imparare a fare errori senza avere la sensazione di non essere onesto.
  • Non brontolare continuamente. Se lo farai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.
  • Mi piace fare molti esperimenti. Imparo da questi, per cui ti prego di sopportarli.
  • Ho bisogno di imparare dall’esperienza: fammi vivere e comprendere le conseguenze delle mie azioni.
  • Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni: potrei imparare a godere cattiva salute se questo mi attira la tua attenzione.
  • Non zittirmi quando faccio domande oneste. Se lo fai, scoprirai che smetto di chiedere e io cercherò le mie informazioni altrove.
  • Abbi l’umilità di scusarti con me: una scusa reale mi fa sentire sorprendentemente affettuoso verso di te.
  • Non sostenere mai di essere perfetto o infallibile. Questo mi offre il pretesto per non seguirti.
  • Non preoccuparti per il tempo che passiamo insieme. E’ “come” lo passiamo che conta.
  • Non permettere che i miei timori suscitino la mia ansia: indicami il coraggio.
  • Ho bisogno di molta comprensione ed incoraggiamento.
  • Trattami allo stesso modo con cui tratti i tuoi amici e cosi’ anch’io sarò tuo amico.
  • Imparo più da un esempio che da un rimprovero.