Il tempo è circolare!

calendariocircolare_20162Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, incalza una certa frenesia: non so se è per le scadenze che si avvicinano o per i conti dei vecchi buoni propositi che non tornano mai, fatto sta che tutto si muove.

Definire il tempo lineare è solo una convenzione, perchè il tempo – oltre a non esistere (!) – è circolare.

Certo la prima osservazione ha già causato abbondanti reazioni e vi risparmio parentesi filosofiche (in cui credo) ma lascio questa affermazione decantare come un buon barolo dentro ognuno di voi.

Sulla circolarità del tempo invece ho visto volti più distesi: qualcuno se lo ricorda benissimo. A volte può essere difficile pensarci il lunedì mattina – specie se la giornata inizia con le corse nel traffico e le scadenze magicamente tutte prioritarie – mentre può essere più lampante accorgersene durante una bella passeggiata nella natura che ci offre i suoi doni.

Mia figlia di 5 anni mi ha chiesto: perchè non ci sono più le foglie sull’albero rosso che guardavamo ogni mattina? Perchè il tempo gira e porta con sé i suoi tempi e il suo spazio.

Ecco che guardare la data del proprio compleanno – per i miei bimbi gli eventi dell’anno gravitano solo attorno a Natale, compleanno, il loro, carnevale, mare e scuola – inserita dentro una ruota ha il suo senso e fa comprendere anche perchè alcuni devono fare una festa al chiuso o nella neve e altri possono farla in piscina o al parco o la sera in maniche corte.

E noi “grandi”? Prendersi il lusso di alzare il naso dal pc e ascoltare come ci sentiamo oggi, capire che ogni giorno è un “nuovo inizio”, che le giornate non sono tutte uguali anche se ci dobbiamo sforzare di farlo per le famose scadenze a fine mese – ma quando abbandoneremo il calendario Gregoriano per tornare a quello lunare? – è qualcosa che non arriva sempre naturale. Eppure il mondo là fuori ce lo ricorda ogni giorno, con i suoi cicli, come i nostri cicli interni a patto che si riesca ad ascoltare. Com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore, cantava Battiato.

Questo calendario me lo ha ricordato tutto l’anno, anche quando dovevo andare incollata con il naso per leggere la riga del giorno giusto… 365 non sono mica pochi.

Guardando l’anno trascorso mi chiedo come ho fatto a non trovare il tempo per quel bel progetto in sospeso e per riprendere quel libro cui tenevo tanto e per disegnare, ridere, scrivere di più sul blog… e la responsabilità è solo mia, poichèil tempo è davvero uguale per tutti, non come la legge.

Siamo ancora in tempo a provare a vivere questo dicembre – personalmente il mese più impegnativo di tutto l’anno – in modo circolare!

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La via del guerriero

O dovrei dire della guerriera? Chissà perchè quando è generico si declina sempre al maschile.

Oggi vi propongo un workshop esperienziale davvero fuori dagli schemi per domani sera a Bologna: La via del guerriero.

Il titolo è un po’ provocatorio, un po’ evocativo ma comunque ne vale la pena!
Si parlerà di  energia personale: la risorsa più preziosa che abbiamo. E’ importante imparare a riconoscerla, gestirla e metterla a frutto in maniera strategica, anche rompendo schemi e abitudini boicottanti personali.

L’incontro è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti, la location è la sala del Comune quartiere Reno: via Battindarno 123, Bologna. Il workshop fa parte di un ciclo di incontri organizzato con la Banca del Tempo Reno ma non è necessario aver seguito i precedenti incontri.

Qui su Fb tutti i dettagli: ci conosceremo di persona qui?

Un’altra Scinthilla per la mente: val bene investire l’aperitivo del venerdì!

la via del guerriero

Buon compleanno blog!

Hai ragione, sono stata scostante ma ti giuro sei sempre nei miei pensieri…

Sei stato un fido guerriero quando c’erano da difendere delle idee o da veicolarne altre, hai saputo attendere paziente il tuo turno senza protestare o innescare polemiche inutili, hai raccontato fatti come il più spietato giornalista e sei stato di parte quando proprio non ne potevamo fare a meno.

Buon secondo compleanno Sciamamma!

Muovi i primi passi senza di me ormai… forse è il destino di tutte le sciamamme: se lavori bene, sei destinata a rendere indipendente ciò che ti circonda. Del resto le relazioni di comodo, di guarigione, di sostegno, hanno una durata funzionale.

Tu mi stai portando ad esplorare aree personali e professionali che mi incantano, a volte mi incendiano, raramente mi annoiano, sempre mi assorbono e vanno più rapide di me e dei miei tempi scanditi.

Per questo, per muovere questi passi insieme nel 2015 ti regalo un calendario, circolare però!

I bimbi lo sanno meglio noi: il tempo è circolare e ce lo ricordano ogni giorno con l’incedere delle loro esigenze, dei loro saluti, delle loro richieste mascherate.

Spesso lo dimentico, presa dalla frenesia e dal tempo, inteso più spesso come scontroso tiranno che come prezioso alleato, quale realmente è.

Sta ad ognuno di noi, riappropiarsene e renderlo un tempo speciale, fatto delle cose che vogliamo, delle esplorazioni che meritiamo, delle scelte che ci dedichiamo: come per questo 2° compleanno.

Grazie blog!

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Città a misura di bambino

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Recentemente sono stata in una città di mare.
La gente posteggia sul marciapiede, quando c’è o quando non è occupato dall’immondizia – anche detta: scovazze, rusco, pattume, monnezza etc.
Non si sa se per diretta conseguenza del parcheggio selvaggio, i bambini sono costretti al passeggino quasi fino all’età scolare.
Questa condizione però limita molto la libera espressione del bambino ritardando l’adeguato sviluppo motorio e cognitivo.
La coordinazione, la misura della propria forza ma anche solo lo scaricare l’energia in eccesso e in dotazione per la giornata, avviene attraverso il gioco e il deambulare. Quando questo viene inibito troppo, ecco che si presentano difficoltà ad addormentarsi, malcontento verso lo stare seduti composti, a tavola, piuttosto che nel passeggino e sovrappeso.
Ho osservato che si tende a sottovalutare questi campanelli d’allarme, preoccupandosi di più di riacquisire la calma nella situazione immediata – si vergogna anche un bravo genitore e spesso l’adulto ha già il suo bagaglio di emozioni da gestire, di cui non sempre ha consapevolezza e gli strumenti per gestirle – e si tende a sedare questa irrequietezza con il ciuccio: è davvero un comportamento costruttivo questo?
Perché per essere buono il bambino dev’essere apatico? 
Perché pretendiamo da lui atteggiamenti da “adulto addomesticato”?
Perché pensiamo che abbia bisogno di ubbidirci per permetterci di continuare a fare le ns cose come chiacchere inutili, mangiare comodi o non sporcarci, piuttosto di ricordarci che la sua scoperta del mondo deve essere accompagnata, non inibita?
Perchè con l’infanzia si risvegliano tutte quelle credenze, tutti quei condizionamenti sociali che ci fanno desiderare di avere un “bravo bambolotto” anzichè un bambino vivace?
Il bambino ha bisogno di esplorare, conoscere, preferibilmente in via esperienziale e sta a noi adulti permetterglielo, in sicurezza.
Laddove questo non sia possibile è necessario cercare e trovare un compromesso tra le ns comodità e l’obiettivo della giornata o del momento.
Il ciuccio è un terribile surrogato per le emozioni che, proprio come la sigaretta, permette una “tregua” rispetto a ciò che stiamo provando e acquieta l’animo.
Nulla da eccepire se usato consapevolmente e in casi estremi, fino a 2 anni; molto da osservare se questo strumento è solo funzionale a noi adulti per farci risparmiare fatica: sia fisica, sia mentale. 
Aiutare a sviluppare l’autonomia del bambino è più faticoso rispetto ad un atteggiamento passivo: ci vuole ascolto, mettersi in discussione, informalità e a volte rompere le convenzioni sociali, perché il bambino non è un pupazzo che dove lo metti sta e non sporca – anzi! – ma un individuo con le proprie esigenze e desideri, commisurati all’età, alle esperienze compiute e all’indole caratteriale.
Ricordiamoci che il motto del bambino è: aiutami a fare da solo.