Buon compleanno blog!

Hai ragione, sono stata scostante ma ti giuro sei sempre nei miei pensieri…

Sei stato un fido guerriero quando c’erano da difendere delle idee o da veicolarne altre, hai saputo attendere paziente il tuo turno senza protestare o innescare polemiche inutili, hai raccontato fatti come il più spietato giornalista e sei stato di parte quando proprio non ne potevamo fare a meno.

Buon secondo compleanno Sciamamma!

Muovi i primi passi senza di me ormai… forse è il destino di tutte le sciamamme: se lavori bene, sei destinata a rendere indipendente ciò che ti circonda. Del resto le relazioni di comodo, di guarigione, di sostegno, hanno una durata funzionale.

Tu mi stai portando ad esplorare aree personali e professionali che mi incantano, a volte mi incendiano, raramente mi annoiano, sempre mi assorbono e vanno più rapide di me e dei miei tempi scanditi.

Per questo, per muovere questi passi insieme nel 2015 ti regalo un calendario, circolare però!

I bimbi lo sanno meglio noi: il tempo è circolare e ce lo ricordano ogni giorno con l’incedere delle loro esigenze, dei loro saluti, delle loro richieste mascherate.

Spesso lo dimentico, presa dalla frenesia e dal tempo, inteso più spesso come scontroso tiranno che come prezioso alleato, quale realmente è.

Sta ad ognuno di noi, riappropiarsene e renderlo un tempo speciale, fatto delle cose che vogliamo, delle esplorazioni che meritiamo, delle scelte che ci dedichiamo: come per questo 2° compleanno.

Grazie blog!

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Preghiera laica

Nell’estate del 1992 il numero 75 della rivista sperimentale del nuovo piano di coscienza, “L’Età dell’Acquario”, diretta dal teosofo prof. Bernardino del Boca, pubblicava questa preghiera di straordinaria attualità. 

Signore Ti preghiamo per lui, per il nostro bambino. 
È nato come una pagina tutta bianca. 
Nessuno vi scarabocchi, indelicatamente, sopra: non i compagni, non la scuola, non la televisione, non i vicini.
È nato originale, unico, irripetibile. 
Conservi sempre la sua mente per pensare, il suo cuore per amare! 
È nato pieno di voglia di vivere. 
Fa’ che non perda mai forza e che viva la vita e non la subisca! 
È nato aperto all’infinito. 
Nessuno gli sbarri la strada, nessuno gli rubi la bussola. 
È nato prezioso. Perché è più figlio Tuo che figlio nostro. 
Custodiscilo amalo come sai amare Tu, Padre nostro e Padre suo: Padre nostro che sei nei cieli, ma in terra vivi nel cuore nuovo di ogni bimbo, che al mondo doni. 

Amen

Fammi giocare s…

Fammi giocare solo per gioco
Senza nient’altro, solo per poco
Senza capire, senza imparare
Senza bisogno di socializzare
Solo un bambino con altri bambini
Senza gli adulti sempre vicini
Senza progetto, senza giudizio
Con una fine ma senza l’inizio
Con una coda ma senza la testa
Solo per finta, solo per festa
Solo per fiamma che brucia per fuoco
Fammi giocare per gioco

BRUNO TOGNOLINI
Dalle “Rime d’occasione”, inedite.

Come insegnare a dormire ad un adulto dal punto di vista di un neonato

Tragicomica immaginaria lettera (anonima) trovata su un blog canadese, per cercare di riportare un pò di buonumore che non guasta mai!

Come insegnare a dormire ad un adulto dal punto di vista di un neonato:

“Ok, questa è la mia situazione.
Sono nato da 7 mesi. I primi mesi erano grandiosi – piangevo, la Mamma mi prendeva in braccio e mi allattava aqualunque ora del giorno e della notte. Poi qualcosa è cambiato.

Nelle ultime settimane la Mamma sta cercando di DTLN (Dormire Tutta La Notte). All’inizio pensavo che fosse una fase, ma niente da fare, sta andando sempre peggio. Ho parlato con altri bimbi e sembra che sia un atteggiamento abbastanza comune tra le Mamme dopo 6 mesi dalla nostra nascita.
Il fatto è questo: le Mamme non hanno veramente bisogno di dormire.
E’ solo un’abitudine. Molte di loro hanno dormito per almeno 30 anni, non ne hanno più bisogno. Così ho elaborato un piano e l’ho chiamato il metodo del Pianto.

Funziona così:

Prima notte: piangere ogni 3 ore fino a che non vi avrà allattato. Lo so. E’ difficile. E’ difficile vedere le vostre Mamme sconvolte dal vostro pianto. Ricordatevi però che lo fate per il suo bene.

Seconda notte: piangere ogni 2 ore fino a che non vi avrà allattato.

Terza notte: piangere ogni ora.

La maggior parte delle Mamme iniziano a rispondere a questo metodo più velocemente dopo la terza notte. Alcune Mamme sono più toste, e potrebbero resistere di più al cambiamento. Queste Mamme staranno sulla soglia della vostra camera per ore, facendo shh-shh-shh. Non dategliela vinta. Non mi stancherò mai di ripetere questo fondamentale concetto: la COERENZA è la chiave di tutto!
Se lascerete che la vostra Mamma DTLN (Dorma Tutta La Notte), anche solo una volta, si aspetterà di poterlo fare tutte le notti.
LO SO, E’ DAVVERO DIFFICILE! Ma lei sul serio non ha bisogno di dormire, sta solo facendo resistenza al cambiamento. Se avete una Mamma davvero davvero tosta, potete smettere di piangere per circa 10 minuti, quel tanto che basta perchè lei torni a letto e si addormenti. Poi piangete ancora. Questo FUNZIONERA’sicuramente. La mia Mamma una volta stette sveglia per 10 ore filate, quindi sappiate che ce la possono fare.

Ieri notte, per esempio, ho pianto ogni ora. Dovete solo decidervi edessere fedeli al vostro programma. SIATE COERENTI! Mi è capitato di piangere per qualsiasi ragione. Il mio sacco nanna mi solleticava i piedi. Ho sentito una piega sotto il lenzuolo. Ho visto un’ombra sul muro. Ho fatto un ruttino, e sapeva di pera. E non ho mangiato la pera da oggi a pranzo, come la mettiamo? Il gatto ha fatto “miao”. Dovrei saperlo, la Mamma me lo ripete 20 volte al giorno che fa “miao”. Una volta ho pianto perchè mi piaceva l’effetto del suono della mia voce che faceva l’eco sul baby monitor nell’altra stanza. Troppo caldo, troppo freddo, non importa! Continuate a piangere!!

Magari ci vorrà un pò di tempo, ma funziona. La Mamma alla fine mi ha allattato alle 4 del mattino. Domani notte io mio goal sono le 3 e mezza. Bisonga pian piano diminuire gli intervalli tra le poppate in modo da resettare l’orlogio interno della vostra Mamma.

Qualche volta la mia Mamma chiama i rinforzi e manda il Papà. Non vi preoccupate, i Papà non sono fatti per non dormire come lo sono le Mamme. Potranno al massimo darvi qualche pacca rassicurante e qualche shh-shh-shh prima di dichiararsi sconfitti e rimandare la Mamma.

Inoltre, state attenti alle musichette rilassanti con il rumore della pioggia. Mi piace dare alla Mamma false speranze ascoltando il rumore della pioggia mentre mi mette a letto e facendo finta di chiudere gli occhi ed addormentarmi; aspetto finchè la Mamma non torna a dormire e poi le dò il colpo di grazie con un pianto a sorpresa. Se non mi prende tra le braccia abbastanza velocemente continuo con tutto il repertorio: tosse finta, suoni gutturali e altre cose così che la fanno correre alla culla. Sono sicuro che a un certo punto inizierà a realizzare che davvero non ha davvero bisogno di dormire.

P.S. Non fatevi prendere in giro con quei cosi di gomma, non importa quanto li succhiate, non verrà mai fuori il latte. Fidatevi.”

Trasmissioni transgenerazionali

La psicogenealogia ci propone la visione secondo cui tutti gli eventi accaduti all’interno di un determinato albero genealogico, anche per periodi lunghi più di un secolo, impattano sullo stesso.

Questo è particolarmente visibile con le nuove nascite, dove “inspiegabilmente” si verificano fenomeni bizzarri e sospetti. L’evento parto ci regala per qualche tempo una lucidità superiore, destinata ad affievolirsi se non viene mantenuta vigile.

Siamo dunque meno liberi di quanto crediamo: passatemi l’estremizzazione ma ci troviamo inconsapevolmente a vivere la vita dei nostri genitori o nonni o di qualche ‘fantasma’ del passato che ‘vuole’ continuare a vivere attraverso di noi.

Se imparassimo a comprendere meglio, ad ascoltare e vedere le ripetizioni e le coincidenze, l’esistenza di ciascuno diventerebbe più chiara. Possiamo riconquistare la nostra libertà e svincolarci dalla ripetizione capendo ciò che accade, svelando quei segreti di famiglia che .

Psych-K è uno di questi strumenti ma ne esistono molti: ognuno deve riconoscere quello adatto per sé. L’importante è iniziare da qualche parte, intraprendere quel primo, a volte doloroso, passo, fatto di dubbi, di domande, che porteranno però da qualche parte, forse a delle risposte.

Troppo spesso sento parlare della ricerca del senso della vita in via teorica ma il senso è esso stesso nel cammino intrapreso, fatto con presenza, fatto affidandosi, facendo solo ciò che rende felici.

Sarebbe così facile farsi guidare dal “senso di benessere” che accompagna – o meno – i ns scambi quotidiani.

Forse proprio questo reticolato invisibile ce lo impedisce, da oggi però possiamo interromperlo.Immagine.

Città a misura di bambino

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Recentemente sono stata in una città di mare.
La gente posteggia sul marciapiede, quando c’è o quando non è occupato dall’immondizia – anche detta: scovazze, rusco, pattume, monnezza etc.
Non si sa se per diretta conseguenza del parcheggio selvaggio, i bambini sono costretti al passeggino quasi fino all’età scolare.
Questa condizione però limita molto la libera espressione del bambino ritardando l’adeguato sviluppo motorio e cognitivo.
La coordinazione, la misura della propria forza ma anche solo lo scaricare l’energia in eccesso e in dotazione per la giornata, avviene attraverso il gioco e il deambulare. Quando questo viene inibito troppo, ecco che si presentano difficoltà ad addormentarsi, malcontento verso lo stare seduti composti, a tavola, piuttosto che nel passeggino e sovrappeso.
Ho osservato che si tende a sottovalutare questi campanelli d’allarme, preoccupandosi di più di riacquisire la calma nella situazione immediata – si vergogna anche un bravo genitore e spesso l’adulto ha già il suo bagaglio di emozioni da gestire, di cui non sempre ha consapevolezza e gli strumenti per gestirle – e si tende a sedare questa irrequietezza con il ciuccio: è davvero un comportamento costruttivo questo?
Perché per essere buono il bambino dev’essere apatico? 
Perché pretendiamo da lui atteggiamenti da “adulto addomesticato”?
Perché pensiamo che abbia bisogno di ubbidirci per permetterci di continuare a fare le ns cose come chiacchere inutili, mangiare comodi o non sporcarci, piuttosto di ricordarci che la sua scoperta del mondo deve essere accompagnata, non inibita?
Perchè con l’infanzia si risvegliano tutte quelle credenze, tutti quei condizionamenti sociali che ci fanno desiderare di avere un “bravo bambolotto” anzichè un bambino vivace?
Il bambino ha bisogno di esplorare, conoscere, preferibilmente in via esperienziale e sta a noi adulti permetterglielo, in sicurezza.
Laddove questo non sia possibile è necessario cercare e trovare un compromesso tra le ns comodità e l’obiettivo della giornata o del momento.
Il ciuccio è un terribile surrogato per le emozioni che, proprio come la sigaretta, permette una “tregua” rispetto a ciò che stiamo provando e acquieta l’animo.
Nulla da eccepire se usato consapevolmente e in casi estremi, fino a 2 anni; molto da osservare se questo strumento è solo funzionale a noi adulti per farci risparmiare fatica: sia fisica, sia mentale. 
Aiutare a sviluppare l’autonomia del bambino è più faticoso rispetto ad un atteggiamento passivo: ci vuole ascolto, mettersi in discussione, informalità e a volte rompere le convenzioni sociali, perché il bambino non è un pupazzo che dove lo metti sta e non sporca – anzi! – ma un individuo con le proprie esigenze e desideri, commisurati all’età, alle esperienze compiute e all’indole caratteriale.
Ricordiamoci che il motto del bambino è: aiutami a fare da solo.

Freak Vs Neoliberismo

Freak Vs Neoliberismo

Siamo figli del nostro tempo.

Leggere o sentire che c’è ancora chi si permette di criticare, prima che accettare gli altri e saper ascoltare quello che hanno da dire, mi fa davvero cadere le braccia. Come quando dici di no a qualcosa e la persona a cui l’hai detto ti richiede la stessa cosa: ma allora non mi stai ascoltando?

Se questa persona poi ricopre un ruolo mediatico l’oggettività, il super partes, l’onestà intellettuale, la capacità evolutiva, è d’obbligo.

Siamo davvero ancora in un’era in cui possiamo permetterci il lusso di credere che l’abito faccia il monaco? Io credo di no e abbiamo avute diverse smentite da questo!

La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa, diceva Karl Marx; è tempo di apprendere e di staccarci dai favolosi anni ’80, dico io.

Il link offre una finestra interessante su questa “televisionetta” che ci offrono, come propaganda in tempi non molto lontani.

Svegliamoci! Mi verrebbe da costituirmi parte civile e mi vergogno per lui e per chi ancora ha questo atteggiamento da “winner” stampato sulla faccia.

Lavorare sulle credenze dovrebbe essere un’opportunità che passa la mutua a tutti: pensate che mondo migliore se con lo scalpello si potessero scalfire, queste come altre immagini di prevaricazione sugli altri, di razzismo, di yuppies mancati o meno.

Che mondo sarebbe sospendendo il giudizio?

La via del… liberamente tratto da Sciamanager

La via della Sciamamma inizia quando scegliamo di lasciar filtrare gli stimoli esterni, quando accettiamo che le nostre reazioni non siano oggettive e univoche ma soggettive e modificabili.

Quando ci accorgiamo che la sorgente del nostro malessere o della nostra inefficacia siamo solo noi stessi e non ciò che proviene da fuori.

Basta scuse, scendiamo in campo e sporchiamoci le mani!

L’ego: da smussare please!

Quando sento che quello che mi dicono dà fastidio o meglio punge, lì è il caso di fermarsi un attimo e prestare attenzione.
C’è probabilmente una parte scarsamente autocritica in me che fa opposizione e tende a preservarmi così come sono. Ogni volta che mi sento minacciata da affermazioni altrui o da provocazioni provenienti dall’ambiente circostante, non posso evitare di mettere in discussione la veridicità delle mie credenze e l’equilibrio della mia struttura personale.

In fondo nulla potrebbe minacciarmi se io fossi completamente nella realtà e perfettamente centrata su me stessa: ecco allora che quel senso di minaccia è una spia preziosa che mi segnala che ho ancora del lavoro da fare e che ho ancora margini per avvicinarmi alla mia personale centratura e verità.

Quanto lovoro c’è da fare su se stessi: anche quando partiamo con le migliori intenzioni, a volte smarriamo la via nei meandri della ns stessa mente!

Paradigma Energetico!

Manager-ffParadigma Energetico!

#Energy, #focus, #flow & #feel: un’interessante visione del mondo!