RICETTA BOLLE DI SAPONE

Con i primi soli, le bolle di sapone tornano ad imperversare nei parchi!

Chissà perchè quelle comprate funzionano meravigliosamente, quelle fatte in casa con
acqua e detersivo non sono mai altrettanto belle e resistenti.

Le bolle comprate costano parecchio se consideriamo anche che mediamente un bimbo di pochi anni le rovescia a terra – fa parte del gioco.
Inoltre ogni volta si compra e si butta via il flacone di plastica.
Ecco i risultati proposti da Mondo Nuovo: io li provo!
Ingredienti per un flacone:
– acqua distillata 30 ml
– detersivo piatti 30 ml
– una punta di cucchiaino di zucchero o di miele o di glicerina
Sciogliere prima lo zucchero o il miele o la glicerina in acqua, poi aggiungere il detersivo
Spieghiamo ora perché servono acqua demineralizzata, detersivo liquido per piatti e zucchero o miele o glicerina:
– l’ingrediente più semplice e funzionale è il sapone liquido per piatti (meglio se concentrato)
che è neutro;
– più sapone si mette più le bolle verranno grosse;
– alcune ingredienti come zucchero, miele o glicerina rendono le bolle più resistenti perché
aiutano a stabilizzare il velo di acqua della bolla
– serve l’acqua distillata altrimenti i sali insolubili, che si formano tra gli ioni Calcio e Magnesio
e il detersivo, “rompono” la bolla. Va bene l’acqua di scarto del deumidificatore o di
sbrinamento del frigorifero (fatta scaldare).
Le soluzioni agiscono meglio dopo qualche giorno di preparazione.

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Giocattoli da evitare

Giocattoli da evitare

Sono stata da poco ad un interessante incontro sulla leadership femminile.

Ancora una volta ho messo a fuoco come gli stereotipi – vecchi, consunti e peggiorativi – vengano diffusi e trasmessi attraverso la pubblicità e dal tipo di giochi proposti.

Com’è possibile proporre ancora casalinghe frustrate, dentro un fisico da pinup?

Almeno il messaggio sessuale rimane tra le righe sottese del gioco: ma che dire dei giochi proposti dal link che vi invito a sfogliare?

Preti, bambole uscite dal sexy shop, robot e roulette russa: tutti insieme appassionatamente per giustificare e normalizzare i servizi televisivi, gli abusi, gli eccessi di questo approccio malato all’infanzia e alla vita.

Qualche anno fa Popper ci ammoniva con “Cattiva maestra televisione” ma dov’è finito il senso critico?

Dovremmo fondare una commissione ben assortita per sviluppare nuovi giochi, che altro non sono che prodotti da commercializzare ma almeno si richiederebbe di ragionare, anzichè lanciare in pasto agli agnelli oggetti offensivi della dignità umana.

Vi segnalo che attraverso questo Istituto si possono almeno denunciare le pubblicità oltraggiose e denigratorie: http://www.iap.it/indice-i.html

Come consumatori abbiamo un grande potere, di cui spesso non siamo consapevoli.

Molto si può e si deve fare.