Voglio cambiare questa bimba: non è quella che ho chiesto!

“Ciao Dio, ci sei?”

“Si figlia mia…”

“Ecco, mi chiedevo se non posso cambiare questa bimba: non è quella che ho richiesto”

“Davvero? Ma è il modello n.256: sveglia, indipendente, contenta, proprio come hai chiesto”

“Ma piange tutto il tempo!”

“Eh, si, è molto efficace nel comunicare i suoi bisogni. Basta andarle incontro meglio che puoi”

“Ma così potrei viziarla”

“Ah, non lo sapevi? Faccio i bimbi a prova di vizi adesso”

“Ma vuole esser sempre presa in braccio!”

“E’ per questo che ti ho fatto le braccia!”

“E vuole poppare tutto il giorno e tutta la notte!”

“E non lo vorresti anche tu, se ne avessi la possibilità, di bere qualcosa di tiepido e dolce, che non fa ingrassare ed è avvolto in un abbraccio?”

“Si, ma non riesco a dormire…”

“Senti, voi due siete una faccenda di coppia… non siete fatti per stare l’una senza l’altro. Portala semplicemente a letto e addormentati”

“Ma vuole poppare anche quando non ha fame”

“Direi che potrebbe aver bisogno di conforto”

“Ma ha già il suo succhiotto, una pelle d’agnello e un orsacchiotto…”

“Hai mai pensato che forse vuole semplicemente la sua mamma?”

“Ma io non riesco ad avere tregua, un intervallo.. non permette a nessuna altro di tenerla in braccio e piange quando la lascio”

“Sai, questo succede perchè ti ama più di chiunque altro al mondo, è così terribile?”

“No. Ma non riesco a combinare nulla”

“cosa?? Stai facendo il lavoro più importante e necessario di tutti: quello di MADRE”

“Beh, come facevo a saperlo? non è arrivata con le istruzioni per l’uso…”

“E invece si! te le avevo già date, in un libretto chiamato ISTINTI”

“AH, già, me l’ero dimenticato!”

“Guarda, perchè non ti rilassi semplicemente, dai un po’ di tempo al tempo e se le cose non vanno comunque a posto, fammi sapere; vedrò di farti avere un rimborso”

“Va bene, ma… sai una cosa? Forse questa qui non è tanto male, dopotutto…”

“Lo so”

“Dio'”

“Si??”

“Grazie”

(Liberamente tratto dal web)

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Donne lupo!

Clarissa Estés nel suo libro “Donne che corrono coi lupi” – un testo che tutte le donne dovrebbero avere letto, -equipara la natura selvaggia del femminino alle lupe.

Si, gli animali, avete capito bene. SI tratta di un archetipo, ben azzeccato se ci pensate e se siete abbastanza in contatto con la vs natura selvaggia.

Reduce da un w-e che non si avvicina neanche lontanamente a come voglio vivere i prossimi fine settimana invernali e per rendere omaggio alla luna piena di ieri, ricordo a tutte noi delle buone regole del viver sano-selvaggio, non necessariamente in ordine!

Regole generali delle lupe per vivere bene:

  • Mangiare
  • Dormire
  • Vagabondare
  • Mostrare lealtà
  • Amare i piccoli 
  • Cavillare al chiaro di luna
  • Accordare le orecchie
  • Occuparsi delle ossa
  • Fare l’amore
  • Ululare spesso

Tetta si, tetta no

Arriva il caldo ma questo non è un post a luci rosse. 
Voglio trattare – scherzosamente – il delicato tema dell’allattamento oltre i primi mesi.
La mia scelta l’ho fatta ma vi lascio indovinare qual è, dal testo riportato qui sotto.
 
“Cara mamma,
oggi finalmente non lo diciamo solo io e i miei colleghi bambini ma lo confermano anche gli adulti esperti di allattamento: l’allattamento naturale fa bene e deve avvenire a richiesta di noi bambini!
Io lo sapevo già e sono contento che ora lo dicano anche tanti adulti importanti, così finalmente tu mamma ti sentirai a tuo agio a rispondere alle mie richieste di poppare, sapendo che possono essere anche frequenti.
Tanto per evitare equivoci e malintesi, allattamento a richiesta vuol dire allattare secondo i ritmi propri a noi bambini e non quelli del pediatra, dell’opuscoletto, della rivista.. Noi di solito chiediamo il seno molto di più di 5/6 volte, anche dopo i primi mesi. Se stiamo vicini, non sarà difficile per te mamma capirmi, vedrai e io ti ripagherò con tutta la mia riconoscenza e il mio amore.
Se per te mamma va bene, continua anche dopo i 6 mesi ad allattarmi a richiesta: è il modo naturale per prendersi cura di me.
Sappi che quando avrò compiuto 1 anno diventerà più facile per me imparare a rispettare alcune regole e sopportare pause più lunghe tra una poppata e l’altra e man mano che cresco potrò adattarmi sempre meglio alle esigenze della vita familiare.
Potrei smettere prematuramente di allattare se vengo abituato a fare uso frequente di biberon e ciuccio a discapito della tetta: sarebbe un peccato perchè questi non contengono sostanze benefiche per la mia salute e poi non potranno mai sostituire il tuo profumo e il tuo calore.
Dopo l’anno potrei spontaneamente diradare le poppate oppure potrei alternare periodi in cui te ne chiedo di più: sono tutti comportamenti normali.
Questi primi anni di vita per me sono densi di avvenimenti: cresco così in fretta coma mai succederà e sto affrontando delle sfide difficili e importanti per me, come iniziare a separarmi da te… è normale quindi che a volte ti chieda più attenzioni e quindi più poppate!
Il mio cervello cresce tanto nei primi 2 anni di vita: per questo motivo ho il sonno leggero e sono portato a svegliarmi di notte. Il tuo latte e il contatto prolungato con il tuo corpo mi servono per crescere bene, per rassicurarmi e per far sembrare la notte meno buia: tutti i cuccioli dormono con la loro mamma!
Anch’io voglio crescere e diventare una persona indipendente da te e papà.
Lo vedi che mi piace fare le cose che fate voi: voglio mangiare da solo, lavarmi le mani da solo, vestirmi e ogni giorno acquisto nuove abilità. Finchè sono piccolo però ho bisogno di stare con voi e di sentire il contatto fisico.
Quanto più forte è la base di fiducia in questi primi anni, tanto più sarà spontanea e naturale la mia conquista dell’autosufficienza.
Se ascolti il tuo cuore mamma, lo sai che prima o poi smetterò di ciucciare, è scritto nella mia natura: tutti i cuccioli lo fanno e non conosco nessuno che poppava quando andava al liceo! Ma se tu mamma sei stanca di allattarmi e desideri smettere prima che lo faccia io, ti prego se possibile di procedere gradualmente e con rispetto nei miei confronti.
Se sono pronto, io capirò.”
 
Liberamente tratto da: “sapore di mamma”, Paola Negri, ed. Il leone verde

Come insegnare a dormire ad un adulto dal punto di vista di un neonato

Tragicomica immaginaria lettera (anonima) trovata su un blog canadese, per cercare di riportare un pò di buonumore che non guasta mai!

Come insegnare a dormire ad un adulto dal punto di vista di un neonato:

“Ok, questa è la mia situazione.
Sono nato da 7 mesi. I primi mesi erano grandiosi – piangevo, la Mamma mi prendeva in braccio e mi allattava aqualunque ora del giorno e della notte. Poi qualcosa è cambiato.

Nelle ultime settimane la Mamma sta cercando di DTLN (Dormire Tutta La Notte). All’inizio pensavo che fosse una fase, ma niente da fare, sta andando sempre peggio. Ho parlato con altri bimbi e sembra che sia un atteggiamento abbastanza comune tra le Mamme dopo 6 mesi dalla nostra nascita.
Il fatto è questo: le Mamme non hanno veramente bisogno di dormire.
E’ solo un’abitudine. Molte di loro hanno dormito per almeno 30 anni, non ne hanno più bisogno. Così ho elaborato un piano e l’ho chiamato il metodo del Pianto.

Funziona così:

Prima notte: piangere ogni 3 ore fino a che non vi avrà allattato. Lo so. E’ difficile. E’ difficile vedere le vostre Mamme sconvolte dal vostro pianto. Ricordatevi però che lo fate per il suo bene.

Seconda notte: piangere ogni 2 ore fino a che non vi avrà allattato.

Terza notte: piangere ogni ora.

La maggior parte delle Mamme iniziano a rispondere a questo metodo più velocemente dopo la terza notte. Alcune Mamme sono più toste, e potrebbero resistere di più al cambiamento. Queste Mamme staranno sulla soglia della vostra camera per ore, facendo shh-shh-shh. Non dategliela vinta. Non mi stancherò mai di ripetere questo fondamentale concetto: la COERENZA è la chiave di tutto!
Se lascerete che la vostra Mamma DTLN (Dorma Tutta La Notte), anche solo una volta, si aspetterà di poterlo fare tutte le notti.
LO SO, E’ DAVVERO DIFFICILE! Ma lei sul serio non ha bisogno di dormire, sta solo facendo resistenza al cambiamento. Se avete una Mamma davvero davvero tosta, potete smettere di piangere per circa 10 minuti, quel tanto che basta perchè lei torni a letto e si addormenti. Poi piangete ancora. Questo FUNZIONERA’sicuramente. La mia Mamma una volta stette sveglia per 10 ore filate, quindi sappiate che ce la possono fare.

Ieri notte, per esempio, ho pianto ogni ora. Dovete solo decidervi edessere fedeli al vostro programma. SIATE COERENTI! Mi è capitato di piangere per qualsiasi ragione. Il mio sacco nanna mi solleticava i piedi. Ho sentito una piega sotto il lenzuolo. Ho visto un’ombra sul muro. Ho fatto un ruttino, e sapeva di pera. E non ho mangiato la pera da oggi a pranzo, come la mettiamo? Il gatto ha fatto “miao”. Dovrei saperlo, la Mamma me lo ripete 20 volte al giorno che fa “miao”. Una volta ho pianto perchè mi piaceva l’effetto del suono della mia voce che faceva l’eco sul baby monitor nell’altra stanza. Troppo caldo, troppo freddo, non importa! Continuate a piangere!!

Magari ci vorrà un pò di tempo, ma funziona. La Mamma alla fine mi ha allattato alle 4 del mattino. Domani notte io mio goal sono le 3 e mezza. Bisonga pian piano diminuire gli intervalli tra le poppate in modo da resettare l’orlogio interno della vostra Mamma.

Qualche volta la mia Mamma chiama i rinforzi e manda il Papà. Non vi preoccupate, i Papà non sono fatti per non dormire come lo sono le Mamme. Potranno al massimo darvi qualche pacca rassicurante e qualche shh-shh-shh prima di dichiararsi sconfitti e rimandare la Mamma.

Inoltre, state attenti alle musichette rilassanti con il rumore della pioggia. Mi piace dare alla Mamma false speranze ascoltando il rumore della pioggia mentre mi mette a letto e facendo finta di chiudere gli occhi ed addormentarmi; aspetto finchè la Mamma non torna a dormire e poi le dò il colpo di grazie con un pianto a sorpresa. Se non mi prende tra le braccia abbastanza velocemente continuo con tutto il repertorio: tosse finta, suoni gutturali e altre cose così che la fanno correre alla culla. Sono sicuro che a un certo punto inizierà a realizzare che davvero non ha davvero bisogno di dormire.

P.S. Non fatevi prendere in giro con quei cosi di gomma, non importa quanto li succhiate, non verrà mai fuori il latte. Fidatevi.”

EASY: eat, activity, sleep, you!

Diciamoci la verità, i primi tempi da mamma sono duri!
La gravidanza, specie se è il primo, è accompagnata da una diffusa sensazione di benessere mista, dove la teoria la fa da padrone e il romanticismo pure. Dove la preoccupazione maggiore è il parto – ok, questo è un capitolo a parte – trascurando o forse solo sottovalutando, che sarà solo l’inizio…
L’inizio della vita, l’inizio di una nuova vita, l’inizio di una pallina poggiata all’inizio di una lunga discesa e che non appena la lascerai, inizierà a rotolare, veloce e sempre più forte, finché la superficie non sarà diventata nuovamente piana – ma qui non ci sono ancora arrivata, per cui non lo so!

Un piccolo aiuto io l’ho trovato in questo acronimo EASY°  – provocatorio se associato agli inizi – in cui viene proposto un ciclo da seguire fin dai primissimi giorni, anche se si pratica l’allattamento a richiesta.

Eat
Partiamo dall’attività fondamentale del giorno: mangiare.
Questo vi darà il punto d’inizio del ciclo proposto da seguire, in qualunque modo venga nutrito il piccolino – anche se suggerisco sempre il seno quando possibile.
Activity
Attività: anche se il marzianetto/a approdato tra le vs braccia sembra inerte, non lo è. Si annoia e si infastidisce proprio come tutti noi, solo che non sa bene come esprimerlo, oltre al pianto.
Pertanto prima di insegnargli l’insano “abbiocco post-prandiale”, muovetegli delicatamente braccia e gambe, in qualche piegamento che accompagni il suo movimento abbozzato e già presente in potenza.
Magari può essere utile esplorare insieme al vs bimbo qualche posizione nuova e diversa – dal fianco alla ranocchia – imparando a riconoscere quei segnali deboli che i piccoli ci mandano se gradiscono o meno. Proprio come all’ammalato si cambia posizione per evitare le piaghe da decubito, così al piccolo o alla piccola è meglio far sperimentare il movimento, breve e sempre delicato.
Sleep
Finalmente giunge l’ora dello sbadiglio: cavalcate l’onda!
Mai superare il 3′ sbadiglio senza assecondare la nanna: l’isteria potrebbe arrivare a farvi vedere i sorci verdi. Anche se la vs reazione è: “il bambino non mi dorme“, sappiate che quei 10 mn di riposino sono il vs spazio, per ora, quello su cui contare. Lo vediamo meglio dopo, tuttavia sappiate che quell’intervallo si allungherà progressivamente e seguire questo ritmo vi porterà a farlo adottare anche a lei/lui.
Comunque sarà utile per farvi prendere consapevolezza dei tempi e raccapezzarvi di dove finisce “l’adorabile frugoletto” e iniziate voi, confine difficile da stabilire, soprattutto per i primi mesi.
You
Ora arriva il bello: tu. Questo spazio è tutto tuo!
Puoi leggere, farti la doccia, mangiare, telefonare, dormire – vivamente consigliato, staccando tutti i telefoni e restando pelle a pelle con il vs cucciolo per favorire l’imprinting – fare una partita a Ruzzle, che va tanto di moda, prendere il sole, farti o farti fare un massaggio: l’importante è che usi questi minuti con gioia, sapendo che presto.. Finiranno!
Eh si, perché all’inizio non sai quanto dura e soprattutto con i continui scatti di crescita a cadenza regolare che i bimbi hanno, sono lassi di tempo molto variabili, soggetti a continui cambi, che andranno via via allungandosi.
Niente paura se si sveglia: a questo punto il ciclo ricomincia!
Oppure se potete contare su qualche aiuto potrete prolungare la fase you, senza dimenticare però che la madre (o chi ne fa le veci), è il primo punto di riferimento ed è la responsabile delle dinamiche relazionali che il bambino, divenuto adulto, instaurerà.
Parleremo anche della mia visione della “prima ferita”.

Tracy Hogg

Il linguaggio segreto dei neonati
Ed. Mondadori