Benedizione ai figli: un rituale per renderli liberi.

Lasciare liberi i propri #figli!

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Ho appreso questa benedizione ai figli partecipando ai corsi tenuti da Yuliana Albeaez e la condivido col suo permesso e con immenso piacere.

Si tratta di un rituale molto efficace in grado di liberare i propri figli da obblighi, sensi di colpa, pesi che ogni famiglia trasmette da una generazione all’altra inconsapevolmente.

Si propone ai figli ADOLESCENTI, in un momento in cui si è liberi da impegni, a stomaco pieno.

Funziona così:

Stampate la lettera pubblicata a seguire e leggetela ai vostri figli, lentamente, con presenza e attenzione

 Ascolta figlia/o mia, voglio dirti una cosa molto importante.

Ti chiedo di ascoltarmi attentamente.

Oggi io voglio darti la mia BENEDIZIONE. 

Io ( nome genitore), ti benedico!

E’ il mio desiderio profondo che tu possa esprimere la tua essenza.

Non imitarmi, non essermi fedele, non seguire i mie errori e le mie carenze, sii fedele a te stessa, tu adesso sei libera.

Fa che la…

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* La buona notizia del venerdì:Indigeni peruviani vincono la causa contro un’azienda petrolifera statunitense

Buone notizie dal mondo!

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Dopo una battaglia legale una tribù indigena dell’Amazzonia peruviana ha vinto la causa contro la Occidental Petroleum per i danni ambientali provocati.

Quando una gigantesca società petrolifera statunitense si mette contro una piccola tribù amazzonica l’esito della sfida sembra segnato, eppure non sempre vince il più forte e influente. È il caso della battaglia legale tra il colosso del petrolio Occidental Petroleum e la tribù indigena Achuar.

Gli Achuar vivono nella foresta amazzonica peruviana, si tratta dell’ultima comunità situata sulle sponde del fiume Huasaga prima della frontiera con l’Ecuador. Un’area caratterizzata da un’incredibile varietà di piante e animali nella quale i nativi vivevano in armonia con la natura da tempo immemorabile, senza alcun contatto con la cultura occidentale fino a pochi decenni fa, fino all’avvento delle compagnie petrolifere.

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I membri della tribù Achuar nel 2007 hanno citato in giudizio la Occidental Petroleum, responsabile di aver inquinato gravemente il loro territorio e…

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Oggi & domani: incontriamoci a Bologna!

Nella prima settimana, tornati risorti – più o meno – dai giorni di Pasqua, eccomi con due proposte allettanti per chi sta a Bologna e provincia.

– Oggi pomeriggio dalle 14 alle 18 workshop esperienziale di: Female Empowerment al Centro Zonarelli di Bologna, quartiere San Donato: qui maggiori dettagli.

– Domani sera dalle 20,30 alle 22,30 workshop esperienziale di: Impeccabilità energetica c/o sala consiliare quartiere Reno: qui maggiori dettagli.

Vi aspetto numerosi per delle iniziative di qualità e gratuite;-)

GGGGG

La decisione più coraggiosa che puoi prendere oggi…

… E’ quella di essere di buon umore!

Non so perchè alcuni caratteri sono più scontrosi di altri o sono portati a vedere più facilmente il bicchiere mezzo vuoto, fatto sta che capita: capita che accada, capita di imbattersi in queste persone e quel che è peggio capita di lasciarsi influenzare – o influenzare a ns volta. Qualcuno si giustifica dietro il becero “sono fatto così”, come se realmente fossimo fatti di porfido scolpito, qualcuno si giustifica con complicate e astute elucubrazioni mentali che nascondono solo spinte conservative, qualcun’altro si fa prendere da dubbi e riflessioni a posteriori, a volte distruttive, a volte costruttive… comunque diventare ottimisti è un’arte che va allenata.

A ridosso della Pasqua riparte la nevrosi da pre-festa: chiudere TUTTI i sospesi, pur sapendo che la parentesi rosa sarà breve; fare gli auguri e non dimenticare formalmente nessuno; mangiare cose tipiche e speciali, possibilmente pesanti o goduriose; partire e staccare: si ne ho davvero bisogno – alzi la mano chi non ne ha o non lo pensa!

Eppure oggi vedendo questa immagine di una ballerina professionista mi sono sentita veramente una principiante: nell’allenamento, nella gestione della fatica, nella tolleranza, nel rimandare un risultato atteso e nel saperlo aspettare, nella perfezione o forse dovrei specificare nel “flusso”.

Si, il flusso di quando tutto è allineato e hai l’impressione di vivere davvero solo nel presente e le cose ti accadono senza sforzo. Non parlo di un incessante incedere di eventi e susseguirsi di relazioni ma di un tempo umano, di un ritorno quasi circolare, dove c’è solo leggerezza, anche nei lavori più pesanti.

Ecco quindi il mio augurio di Pasqua: vivere con buona energia, possibilmente positiva, il presente!

Auguri.

piedi

Cari studenti, scusate!

Oggi condivido con voi la lettera di un’insegnante.

Nonostante arrivi dal Canada si adatta molto bene all’Italia e interpreta il mio pensiero: una persona che per vari motivi frequenta il sistema scolastico e filtra con l’occhio delle competenze formative.

Internazionale ha tradotto per noi questa profonda riflessione su cui oggi va il mio pensiero.

Buona lettura!

 

“Gli uomini devono alle donne la creazione della birra” di Nick Britten, da me tradotto e rielaborato

Alle #donne anche l’onore della #birra!

daniela e dintorni

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L’autrice Jane Peyton afferma che le donne hanno creato la birra e per migliaia di anni solo loro hanno avuto il permesso di creare birrerie e bere birra.

La bevanda è ora commerciata quasi esclusivamente agli uomini con personaggi televisivi come Homer Simpson l’epitome del maschio amante della birra.

Miss Peyton ha condotto un’ampia ricerca sulle origini della birra per un nuovo libro e riferisce che il tocco di una donna è stato trovato in tutti i secoli.

Quasi 7.000 anni fa in Mesopotamia e Sumeria erano così importanti le loro abilità che erano le uniche ad avere il permesso di preparare la bevanda o di gestire le taverne.

E in quasi tutte le società antiche la birra era anche considerata un dono di una dea, mai di un dio.

Tra l’8° e il 10° secolo d.C. i Vichinghi seminarono il terrore infuriando in tutta l’Europa “fuelled”, gasati dalla…

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Stati generali delle donne

Venerdì 27 febbraio si sono svolti a Bologna gli Stati generali delle donne, un’iniziativa nata a seguito dell’edizione svoltasi a Roma il 5 dicembre 2014 e proposta a livello nazionale. Gli stati regionali partono da un documento di sintesi di tutti i lavori elaborati dalle donne partecipanti alla giornata di Roma, arricchito con le esperienze regionali: democrazia paritaria – lavoro – imprese start up – donne e politica – stili di vita – giovani donne e confronti fra generazioni – donne e territorio – comunicazione – innovazione nuove tecnologie – processi di integrazione, le famiglie migranti – leadership – politiche ed azioni intorno al Mediterraneo – cambiamenti – potere – creatività – fragilità economica e sociale – sport – educazione/formazione – sostenibilità.

Il prossimo settembre all’Expo si farà il punto della situazione in vista di “Pechino vent’anni dopo”: a che punto siamo realmente?

Pechino, vent'anni dopo?

Pechino, vent’anni dopo?

Di seguito vi riporto l’intervento che ho fatto al tavolo coordinato da Roberta Bortolucci:

Mi chiamo Kira Kotliarewsky e rappresento qui il business network Fior di Risorse: una community nata su Linkedin nel 2009, presente nelle regioni centrali italiane (ER, toscana, Marche, Umbria e Milano) che si occupa di tematiche del mondo del lavoro, organizza incontri e formazione attraverso l’innovativo modulo del Musetr nelle aziende del territorio. E’ un business network che conta 6000 contatti tra uomini e donne, che influenza e crea opinioni per il mercato del lavoro, fondato da Osvaldo Danzi.

Cosa intendiamo per Network?

Fare Network significa creare e governare le relazioni ed i rapporti d’interazione e di scambio con altri soggetti, in modo organizzato e consapevole. Nella gestione dello stesso ci deve essere un rapporto scambievole, centrato sulle persone e non basato solo su un “do ut des” immediato.

Non stiamo parlando di vendere qualcosa a più persone (ancora oggi molte persone quando leggono Network su linkedin mi contattano per questo!), bensì di trarre il massimo dalle nostre reti di relazione, avendo cura della persona e delle relazione.

I contesti manageriali richiedono sempre più un orientamento “ people”, oltre che “task”: come se ci si fosse accorti che conta il raggiungimento degli obiettivi ma che c’è anche il capitale dato dalla relazione umana tra le persone. Come se avessimo finalmente compreso che il vero valore sono le persone e che si, potrebbero addirittura portare un ritorno all’azienda, forse misurabile.

Le relazioni professionali devono essere coltivate: sia all’interno della propria cerchia – per usare un termine social – sia soprattutto all’esterno per conoscere nuove realtà, magari pioniere nel loro campo; per farsi ispirare; per imparare dai casi di successo e magari anche dalle persone di successo, siano essi uomini o donne. Partecipare o addirittura creare occasioni di incontro e di scambio, è un’attitudine che porta benessere e ritorno professionale sul lungo termine.

I vantaggi del “fare networking” come si dice oggi, sono numerosi:

  • tenersi aggiornati e ampliare le proprie prospettive;
  • poter contare su una rete di aiuto, sia nel poter fruire di un bacino di competenze per risolvere una situazione specifica, sia per una criticità o ricerca di lavoro;
  • farsi conoscere professionalmente, visibilità in generale;
  • l’unione fa la forza: mai proverbio fu più azzeccato. Con un gruppo di business si possono realizzare progetti più ambiziosi e a maggior spettro d’azione: dove non arrivo io, arrivi tu.

Ecco perché le relazioni professionali vanno coltivate, soprattutto se sei donna per accedere e permanere nel mercato del lavoro: avere l’opportunità di confrontarsi con professionisti uomini con cui diversamente, difficilmente si entrerebbe in contatto o conoscere altre realtà ampliando la propria prospettiva è sempre più necessario per dotarsi di maggiori strumenti da conservare nella propria 24h.  Inoltre questo scambio proficuo genera opportunità professionali dove puoi trovarti ad essere la persona giusta, nel posto giusto, come quando il talento incontra l’opportunità.

Le donne hanno naturalmente sviluppate molte soft skills quali: tessere relazioni; intuire ed entrare in empatia; prevedere, per cui hanno tutte le potenzialità per valorizzare le proprie capacità relazionali all’interno di un Network. Frequentare delle Community più o meno estese, permette di arricchirci e arricchire a nostra volta, in uno scambio reciproco.

Se si deve parlare di una ministra, di una scienziata etc, si parte dal suo status matrimoniale, presenza di figliolanza, aspetto fisico. Oggi proponiamo di rovesciare questo approccio: si, rivesto dei ruoli e questo mi classifica all’interno della società, però non sono solo questo; all’interno del network posso far conoscere altre sfumature di me.

In base alla mia esperienza, frequentare dei gruppi attiva inoltre dei processi di crescita personale e professionale, affinchè si possa superare la percezione dei propri limiti, in vista del raggiungimento di risultati superiori alle proprie aspettative.

Sorellanza ovvero Network!

Grazie a tutte le #donne che hanno partecipato sabato scorso a Modena al workshop di empowerment proposto.

E’ stato davvero emozionante per me vedervi così attente e con gli occhi lucidi, emozionati, come i miei quando ci si incontra.

Presenti in sala addirittura un paio di uomini che, anche se sono rimasti in (punta di) piedi, sono restati fino alla fine.

Prossime occasioni di incontri al femminile:

female– 26/2: appuntamento serale al Professional Women’s Network di Roma. Qui i dettagli.

– 27/2: Stati generali delle donne, appuntamento nazionale che vede la tappa bolognese in questa giornata: lavori aperti dal mattino alla sera.

 

 

Prossimi incontri in generale:

– 20/2: workshop esperienziale a Bologna: vittime, guerrieri o srotolatori di paesaggi? Qui i dettagli.

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E’ da poco passato #Imbolc e neppure me ne sono accorta!

Per chi vuole sapere cos’è cliccate qui; io per ora sono solo sconvolta da quanto poco sono in contatto con la natura, i suoi cicli, di come non mi accorgo che, a dispetto dell’appena trascorso allarme meteo, stia arrivando la primavera e di come siano sottovalutate le feste pagane!

Di seguito vi propongo una riflessione di un amico sulla permacultura.

Quante volte presi dal vortice frenetico del lavoro, ci chiediamo“Perché? Perché sto facendo questo? A cosa giova, oltre al mio stipendio?”.

Le risposte a quei ‘perché’ relativi ai nostri piccoli gesti e al nostro lavoro, si perdono in una cortina di fumo, come se ci fosse qualcosa che non vogliamo vedere fino in fondo.

La nostra cultura del lavoro ha dimenticato l’obiettivo ultimo dell’attività umana: produrre benessere per le persone e per l’ambiente in maniera economicamente sostenibile. La massimizzazione dei profitti, con tutti i corollari e le abitudini cresciutivi attorno, hanno lentamente soffocato lo scopo più profondo, quello che dava entusiasmo, passione, soddisfazione e forza di volontà all’uomo che lavora (clicca per leggere la fine dell’articolo!).

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Vestiti (italiani) che uccidono‏

Causa umanitaria cui mi sono sentita di aderire!

Vestiti (italiani) che uccidono‏.