Lettera agli insegnanti da parte di un lucido sognatore

#Educazione

DISIMPARANDO S'IMPARA

Cari insegnanti,

ognuno di voi, quando decide di varcare la soglia della scuola, si trova di fronte a un bivio: o fare una fine kafkiana, diventando un ingranaggio di un macchinario schiacciante e impersonale, o diventare un osservatore dell’ingranaggio, prenderne un po’ le distanze, per immaginare in quali altri modi potrebbe funzionare; risvegliare dentro di sé un impulso all’invenzione, finalizzato prima di tutto a salvarsi la pelle, e di conseguenza a trovare il modo di accompagnare i bambini alla prosperità e al benessere interiore.

Sì! Salvare la vostra vita psichicamente intendo, salvarla soprattutto dalla noia e da quell’agonia dell’entusiasmo che aleggia come uno spettro tra le cattedre, le lavagne, le lim, i registri, i ricorsi e le denunce dei genitori, i grembiuli, le valutazioni e i programmi ministeriali.

Io ho frequentato, professionalmente parlando, tutti i tipi e gli ordini di scuola, ma sono stato più a contatto con il mondo…

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