Stati generali delle donne

Venerdì 27 febbraio si sono svolti a Bologna gli Stati generali delle donne, un’iniziativa nata a seguito dell’edizione svoltasi a Roma il 5 dicembre 2014 e proposta a livello nazionale. Gli stati regionali partono da un documento di sintesi di tutti i lavori elaborati dalle donne partecipanti alla giornata di Roma, arricchito con le esperienze regionali: democrazia paritaria – lavoro – imprese start up – donne e politica – stili di vita – giovani donne e confronti fra generazioni – donne e territorio – comunicazione – innovazione nuove tecnologie – processi di integrazione, le famiglie migranti – leadership – politiche ed azioni intorno al Mediterraneo – cambiamenti – potere – creatività – fragilità economica e sociale – sport – educazione/formazione – sostenibilità.

Il prossimo settembre all’Expo si farà il punto della situazione in vista di “Pechino vent’anni dopo”: a che punto siamo realmente?

Pechino, vent'anni dopo?

Pechino, vent’anni dopo?

Di seguito vi riporto l’intervento che ho fatto al tavolo coordinato da Roberta Bortolucci:

Mi chiamo Kira Kotliarewsky e rappresento qui il business network Fior di Risorse: una community nata su Linkedin nel 2009, presente nelle regioni centrali italiane (ER, toscana, Marche, Umbria e Milano) che si occupa di tematiche del mondo del lavoro, organizza incontri e formazione attraverso l’innovativo modulo del Musetr nelle aziende del territorio. E’ un business network che conta 6000 contatti tra uomini e donne, che influenza e crea opinioni per il mercato del lavoro, fondato da Osvaldo Danzi.

Cosa intendiamo per Network?

Fare Network significa creare e governare le relazioni ed i rapporti d’interazione e di scambio con altri soggetti, in modo organizzato e consapevole. Nella gestione dello stesso ci deve essere un rapporto scambievole, centrato sulle persone e non basato solo su un “do ut des” immediato.

Non stiamo parlando di vendere qualcosa a più persone (ancora oggi molte persone quando leggono Network su linkedin mi contattano per questo!), bensì di trarre il massimo dalle nostre reti di relazione, avendo cura della persona e delle relazione.

I contesti manageriali richiedono sempre più un orientamento “ people”, oltre che “task”: come se ci si fosse accorti che conta il raggiungimento degli obiettivi ma che c’è anche il capitale dato dalla relazione umana tra le persone. Come se avessimo finalmente compreso che il vero valore sono le persone e che si, potrebbero addirittura portare un ritorno all’azienda, forse misurabile.

Le relazioni professionali devono essere coltivate: sia all’interno della propria cerchia – per usare un termine social – sia soprattutto all’esterno per conoscere nuove realtà, magari pioniere nel loro campo; per farsi ispirare; per imparare dai casi di successo e magari anche dalle persone di successo, siano essi uomini o donne. Partecipare o addirittura creare occasioni di incontro e di scambio, è un’attitudine che porta benessere e ritorno professionale sul lungo termine.

I vantaggi del “fare networking” come si dice oggi, sono numerosi:

  • tenersi aggiornati e ampliare le proprie prospettive;
  • poter contare su una rete di aiuto, sia nel poter fruire di un bacino di competenze per risolvere una situazione specifica, sia per una criticità o ricerca di lavoro;
  • farsi conoscere professionalmente, visibilità in generale;
  • l’unione fa la forza: mai proverbio fu più azzeccato. Con un gruppo di business si possono realizzare progetti più ambiziosi e a maggior spettro d’azione: dove non arrivo io, arrivi tu.

Ecco perché le relazioni professionali vanno coltivate, soprattutto se sei donna per accedere e permanere nel mercato del lavoro: avere l’opportunità di confrontarsi con professionisti uomini con cui diversamente, difficilmente si entrerebbe in contatto o conoscere altre realtà ampliando la propria prospettiva è sempre più necessario per dotarsi di maggiori strumenti da conservare nella propria 24h.  Inoltre questo scambio proficuo genera opportunità professionali dove puoi trovarti ad essere la persona giusta, nel posto giusto, come quando il talento incontra l’opportunità.

Le donne hanno naturalmente sviluppate molte soft skills quali: tessere relazioni; intuire ed entrare in empatia; prevedere, per cui hanno tutte le potenzialità per valorizzare le proprie capacità relazionali all’interno di un Network. Frequentare delle Community più o meno estese, permette di arricchirci e arricchire a nostra volta, in uno scambio reciproco.

Se si deve parlare di una ministra, di una scienziata etc, si parte dal suo status matrimoniale, presenza di figliolanza, aspetto fisico. Oggi proponiamo di rovesciare questo approccio: si, rivesto dei ruoli e questo mi classifica all’interno della società, però non sono solo questo; all’interno del network posso far conoscere altre sfumature di me.

In base alla mia esperienza, frequentare dei gruppi attiva inoltre dei processi di crescita personale e professionale, affinchè si possa superare la percezione dei propri limiti, in vista del raggiungimento di risultati superiori alle proprie aspettative.

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2 pensieri su “Stati generali delle donne

  1. Bellissimo reportage sulla giornata del 27 febbraio presso la regione che per un giorno intero e’ diventata la casa di tutte le donne io sono ottimista e credo che le donne saranno un modello di sorellanza nel mondo in primis nel lavoro.

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